Il patrimonio immobiliare pubblico Italiano – Gestione e valorizzazione

Il patrimonio immobiliare pubblico Italiano – Gestione e valorizzazione

Gestione del Patrimonio Immobiliare Pubblico

Negli ultimi anni, la gestione del patrimonio immobiliare pubblico, è al centro dell’attenzione delle istituzioni, del mondo politico, degli operatori del settore e dei cittadini.

L’attenzione è incentrata da una parte sull’efficientamento, la razionalizzazione, la riqualificazione energetica e ambientale con l’obiettivo di dare delle serie risposte al problema della riduzione dei costi di gestione degli edifici adibiti ai servizi pubblici; dall’altra sulla ricerca di possibili innovazioni nel settore della valorizzazione degli edifici pubblici, degli interventi di riqualificazione urbana e del territorio.

Il patrimonio immobiliare pubblico Italiano è molto rilevante e parecchio differenziato, di conseguenza la sua gestione è di competenza di una pluralità di soggetti pubblici: amministrazioni centrali, territoriali e soggetti collegati alle precedenti; una molteplicità di soggetti che non sempre hanno la stessa visione di politica gestionale, da quì nasce l’esigenza di un quadro legislativo e amministrativo unico che faciliti anche la condivisione di sistemi strumentali e di metodo.

La gestione del patrimonio immobiliare pubblico e la sua valorizzazione sono un’esigenza prioritaria per tutto il territorio nazionale ma non solo, infatti anche l’Unione Europea ha dato una priorità all’Agenda urbana, in quanto è evidente che ciascuna città con il suo territorio, non può risolvere i problemi di assetto urbano solo con le proprie competenze, ma deve avvalersi di indicazioni disposizioni che provengano dalle politiche nazionali o Regionali.

In Italia durante il governo Monti, è stato istituito il Comitato Interministeriale per le politiche urbane, con due obiettivi prioritari:

1) Ridefinire un ruolo di coordinamento dei grandi interventi nazionali e di dialogo con i livelli territoriali che sono tutti rappresentati a livello di Comitato interministeriale.

2) Redigere un’Agenda urbana.

Per realizzare progetti di miglioramento dei servizi collettivi serve uno Stato che abbia la capacità di fare emergere e identificare i fabbisogni di servizio di cittadini e imprese, attraverso le organizzazioni centrali, regionali e locali e di progettare e far progettare quei servizi; uno Stato capace di esplicitare le potenzialità di una visione complementare e di sinergia tra i diversi soggetti pubblici proprietari e  di affidare in modo concorrenziale ai privati la costruzione di infrastrutture materiali e immateriali e la loro gestione, come per altro viene promosso e auspicato da anni dalla Romeo Gestioni, l’azienda che fa capo all’avv. Alfredo Romeo di Napoli.

Un ampio coordinamento istituzionale agevolerebbe e non di poco le amministrazioni locali nella gestione del patrimonio immobiliare pubblico ed a svolgere le azioni ad esso connesse come redigere bandi, scrivere e fare rispettare regole, verificare risultati, proporre rapidamente decisioni e far seguire a queste azioni concrete ma soprattutto servirebbe a migliorare la cooperazione interistituzionale e le capacità negoziali in tema di partenariato pubblico-privato,

Per raggiungere dei risultati devono essere implementate riforme incisive e sviluppate consolidate capacità, attivare un cambiamento delle modalità di operare delle Pubbliche Amministrazioni e laddove siano già acquisite rese operative e applicate con crescente diffusione. Il risultato sarà l’ampliamento e il miglioramento della qualità dei servizi collettivi.

Chiudi il menu