Degrado di Napoli: risolto! Il Giardino di Alfredo Romeo non c’è più.

Degrado di Napoli: risolto! Il Giardino di Alfredo Romeo non c’è più.

Napoli se la conosci la ami. E io la conosco. La amo per il suo essere multiforme e complicato la trovo una città accogliente ma nello stesso tempo disarmante, sembra di trovarsi in un grande palcoscenico dove si sviluppa la vita con i suoi suoni, odori, colori; in apparenza una città senza regole ma solo in apparenza appunto perché le regole ci sono e sono quelle tacite, mai scritte che hanno valore solo tra i napoletani.
Comunque trovo che Napoli è un luogo di bellezza e di degrado, dove coesistono fede e superstizione, storia e modernità, dove la necessità si trasforma in creatività.

Nell’estate di circa tre anni fa, soggiornai a Napoli e degli amici mi portarono al mare in una spiaggia di Posillipo. Uno scorcio di spiaggia baciata dalla bellezza naturale e lì un lido con passerella in legno dove prendemmo sdraio ed ombrellone, poco dopo fui attratta da un’area adiacente fitta di verde, spiccava tra tutto il contesto e andai a vederla da vicino: – Trovai un piccolo eden, un giardino ricco di piante rigogliose, prato verde, tutto ben curato.
Due coppie erano lì sdraiate a prendere il sole con dei bambini che giocavano: – Posso? Domandai; – Certamente, mi fu risposto con un sorriso. Mi presentai e fui corrisposta con molta cordialità.

Esplorai quel magnifico giardino e mi fermai a parlare con loro, chiesi notizie su quel giardino e se fosse privato. No, fu la risposta, è un giardino pubblico ma curato da un privato, è un signore che abita lì e mi indicarono un palazzo alle spalle.

C’è una lunga storia su questo giardino, mi dissero; una contesa tra il demanio e il signore che lo ha creato e che lo cura amorevolmente. Dicono che si è appropriato abusivamente di questo spazio, ma come vede, noi siamo qui, lei è qui, non ci sono recinzioni, nessuno la sta mandando via!

Le persone sono intimorite ad entrare solo perché non sono abituate a vedere uno spazio pubblico ben curato, qui a Napoli se vuoi il bello devi pagare, quindi dicono che è meglio lasciare la spiaggia libera, paradossalmente anche gli ambientalisti vogliono che venga smantellato.

Finita la vacanza tornai alla mia quotidianità ma quel giardino non l’ho dimenticato. Cercai notizie su internet e ne trovai tante. Ho appreso che il signore che curava il giardino è l’imprenditore di nome Alfredo Romeo e in questi anni ho seguito la vicenda nei suoi sviluppi dallo scempio del trasporto delle piante all’orto botanico, fino all’ultimo articolo di un giornale locale che esulta per la restituzione della spiaggia di Posillipo dove sorgeva il giardino ai cittadini.

Adesso tutti esultano per la vittoria della battaglia contro il giardino ma come sarà adesso quella spiaggia? Verrà lasciata all’incuria, come purtroppo accade spesso a Napoli?

“Il Degrado di Napoli: risolto! il giardino di Alfredo Romeo non c’è più” ma è mai possibile che tra le tantissime problematiche che affliggono la città di Napoli, si è battagliato su l’unica cosa che non era un problema? che non si sia cercato il modo di mantenere quel giardino? Perché, ho letto tra i tanti articoli, che il Sig. Alfredo Romeo lo avrebbe continuato a curare molto volentieri a proprie spese, come aveva sempre fatto.

Altra considerazione: e se dovessero arrivare delle richieste assegnazione di quell’area o il lido adiacente chiedesse di ampliare il proprio, il Demanio potrà rifiutarle? Io non conosco le leggi in materia, ma spero proprio di sì. Perché altrimenti si sarebbe compiuto uno scempio inutile e i cittadini per usufruire di quella spiaggia dovrebbero sempre pagare.

Se invece rimarrà libera spero tanto che avrà le cure e la pulizia necessarie per renderlo un luogo degno in sostituzione di quel giardino che mi ha affascinato e mi piacerebbe che si comprendesse il concetto che la bellezza non va ricercata solo nell’arte o nei doni che ci ha fatto la natura ma si può trovare anche nell’imprenditoria illuminata, quell’imprenditoria Italiana che ha il senso estetico innato e l’amore per la bellezza nel loro DNA.

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